Presentazione
Negli anni della mia infanzia, ebbi la fortuna di crescere in un rione a misura di bambino, con ampi cortili erbosi e molti alberi a separare gli edifici.    In quel periodo erano tanti i coetanei con cui giocare nelle lunghe giornate estive.    Uno di loro, Cesare, con papà di professione ferroviere, aveva già un plastico notevole per quei tempi (fine anni 50, inizio 60) di circa due mt. per poco più di uno con due ovali, qualche binario morto, tutto in materiale Marklin, completo di paesaggio.
Plastico che appendeva alla parete quando non veniva utilizzato.    Come materiale rotabile mi è rimasta impressa la DB V 200.
Mi ricordo che, con gli occhi di bambino, rimanevo a bocca aperta nel vederla circolare sui binari, uno spettacolo ineguagliabile.

La mia passione per il fermodellismo nacque lì, anche se, per dovere di cronaca, devo ricordare che ancor prima dell'età scolare i miei genitori mi regalarono una confezione di trenino in scala "0" della Bral (anno di costruzione 1952) di cui ancora possiedo il locomotore funzionante ed i binari.
Seguirono alcuni anni di distacco, complice anche il cambio di residenza.    Più tardi iniziò a prendere corpo un originale progetto tra alcuni dei ragazzi che frequentavano l'oratorio parrocchiale.    Dopo qualche mese di lavori però la realizzazione del plastico naufragò.    Fu così che per molti anni tutto il mio materiale Marklin rimase sepolto in soffitta custodito dentro alcune scatole.

E arriviamo a ieri quando ormai in pensione sono capitato per caso sul forum di "3Rotaie" dove ho scoperto che i trenini erano diventati DIGITALI.    Si, avete letto bene, digitali, con tanto di centralina di controllo e decoder montato sulle locomotive, più modulo sonoro in quelle più costose.    Accertato che con il pc me la cavo piuttosto bene perchè non coniugare la mia antica passione con l'era digitale?    E così, dopo aver acquistato un paio di loco ancora in analogico ed altre già equipaggiate da decoder e aver mosso i primi passi in questo nuovo mondo ho deciso di fare il grande passo: quello di riconvertire tutto il mio parco macchine in digitale.

Nella pagina precedente troverete la descrizione delle trasformazioni più interessanti da me eseguite.

Faccio presente che non si tratta di istruzioni ufficiali dei vari produttori, bensi del semplice resoconto del mio lavoro di digitalizzazione.
I lavori eseguiti funzionano sui trenini di mia proprietà, ma non garantisco medesimo successo sulle loco di proprietà altrui ritenendo diversa la condizione operativa e l'esperienza di chi esegue la trasformazione.    Chi volesse elargire consigli o porre domande può scrivere utilizzando la mail presente nella pagina precedente.


Sono grato al forum "3Rotaie", che ho seguito in questi mesi e che vi consiglio di leggere, per la marea di consigli e suggerimenti messi a disposizione dei neofiti e da cui ho tratto tutte le competenze per affrontare con successo queste modifiche.

Alcuni puristi dell'analogico protesteranno affermando che i modelli "vintage" non devono essere modificati, così sono nati e così devono restare.
Altri, come ho letto, arrivano a paragonare questa operazione ad un "orrendo stupro".    Premesso che certe affermazioni le trovo fuori luogo riferite ad un hobby, io, più semplicemente, ritengo che ognuno debba essere libero di agire come meglio crede.    Se pensa che digitalizzare una vecchia loco sia come farla rinascere, dovrebbe avere perlomeno il rispetto per le sue opinioni, non critiche perchè va contro una concezione per lui ampiamente superata.    Io credo che i trenini analogici, nel breve/medio periodo, siano ormai destinati al puro collezionismo, che a me personalmente non interessa.
Inoltre, nel mio caso, avendo deciso di sviluppare solo il sistema digitale avrei relegato nuovamente nell'oblio tutto il mio "sorpassato" materiale, mentre, al contrario, a me piace vederlo viaggiare.

Scusate il paragone, ma mi sembra di rivivere l'inizio dell'era digitale.    A quell'epoca alcuni soloni avevano predetto che il digitale ed i pc sarebbero stati accantonati in quanto tecnologia inutile.    Come abbiamo visto le cose sono andate diversamente; i pc sono presenti in quasi tutte le abitazioni ed il digitale è arrivato persino nei nostri trenini.

Ritornando in argomento, oggi posso dire di essere contento della scelta fatta.    Le mie vecchie glorie hanno ricevuto nuova vita, si muovono con una dolcezza che la precedente tecnica analogica non consentiva, si possono gestire in contemporanea sulla stessa linea, si comandano l'accensione e lo spegnimento delle luci a piacimento, più tante altre cosette prima impensabili.    Personalmente sono certo che il funzionamento dei rotabili equipaggiati con il sistema digitale sia, sotto tutti gli aspetti, superiore a quello analogico.

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Le foto di questa pagina sono state tratte dal catalogo ufficiale Marklin
La mia prima locomotiva Marklin fu la fantastica "3000 - DB BR89.028" che con alcuni carri merce girava su un anello di binari M.    A seguire acquistai, nel mitico negozio Isacco in corso Vittorio n. 36 a Torino, la "3005 - DB BR23.014" a cui avevo agganciato due carrozze passeggeri ed una carrozza bagagliaio.